BUGmission

English
BUGtopia aims to disrupt the elegant neutrality of the Biennale ambience, twisting the public attention from the masterpieces – incarnations of auto-referential rhetoric – to underline the vital aspects of the space and intervene in it with open eyes and creative hands. Throughout a playful pathway, every single visitor can make a contribution to “contaminate the Biennale”, in order to make it a new space to take possession of.

The contamination will take place throughout the various implementations of the “bug” concept: not only a defect or difficulty, but an organism, that spreads fortuitously in the urban fabric, giving place to unexpected phenomena.
As for every game there will be some rules to follow: every player will be given some materials (images, paper, felt-pens, cardboards, glue, scissors…) and she/he can choose to build up or to assemble (with the collage technique) some silhouettes, which represent cross sections of city life.

Leaving her/his bug inside the Biennale’s park, the player becomes the actor of the event and offers her/his personal, customized contribution. This is documented with pictures, put up on an inflatable implant (“Ciccio”) that is the creative workshop where everything begins.

In return, the player will be given a BUGpin, a distinguishing badge of her/his making the Venice Biennale a place closer to the effective social and public dimension of our cities.

Kris Krois, Paolo Atzori and students of Master Digital Environment Design , NABA Milano
present: BUGtopia - “Public Spaces & the Economy of attention”
Workshop:
Giardini della Biennale di Architettura di Venezia
24 and 25 October 2008

In collaboration with IdLab

Italian
BUGtopia si propone di stravolgere l’elegante neutralità dell’ambiente della Biennale di Architettura di Venezia, distraendo l’attenzione del pubblico dalle opere presenti al suo interno, simulacri di retoriche autoreferenziali, per esaltare gli aspetti vitali degli spazi e intervenire al suo interno con occhi aperti e mani creative. Attraverso un percorso/gioco, ogni singolo visitatore potrà contribuire a “contaminare la Biennale”, rendendola uno spazio altro, un luogo di cui appropriarsi. La contaminazione avverà attraverso le più svariate declinazioni del concetto di “bugs”: non tanto difetti (di programmazione), ma animaletti che si insinuano casualmente nel tessuto urbano, dando luogo a fenomeni inaspettati.

Come in ogni gioco ci saranno delle regole da seguire: ogni utente avrà a disposizione dei materiali (immagini, carta, cartoncini, pennarelli, forbici, colla …) e potrà scegliere se costruire, o semplicemente assemblare, attraverso “collages”, manufatti che rappresentano scene di vita delle grandi città.

Depositando il suo “bug” all’interno del parco, il singolo visitatore, che diventa attore dell’evento, darà il suo contributo personale, personalizzato, documentato con fotografie poi affisse ad una struttura (”Ciccio”) che è il laboratorio creativo da cui tutto parte.

In cambio del suo contributo, ogni utente riceverà un piccolo gadget, una BUGspilletta, segno identificativo dell’aver reso la Biennale di Venezia un luogo più vicino all’effettiva dimensione sociale e pubblica delle città.

“Even Picasso at his most bizarre was bound by a kind of formal BUGtopia within the frame. Of course it’s one thing to know what you’re looking for, it’s another to find it.”
(Ken Mosby)